Salutando Gigi Proietti…

Proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Gigi Proietti ha calato l’ultimo sipario sulla sua vita e sulla sua formidabile carriera. Attore, regista, cantante, doppiatore, direttore artistico, docente… un artista unico e davvero a tutto tondo, capace di entusiasmare un pubblico di tutte le età.

Non molti sanno che anche lui rientra nel novero di quegli attori che hanno girato delle pellicole nel nostro territorio. Nel 1970 è infatti impegnato nelle riprese del film di Monicelli “Brancaleone alle crociate”.
In quell’occasione, l’attore di punta era Vittorio Gassman ma lui con le sue tre parti aveva comunque lasciato il segno: interpretava infatti San Colombino, il dannato Pattume e la Morte.

A ricordare quei giorni, oggi ci sono le parole di Stefania Sandrelli, anche lei nel set di quel film memorabile: «Eravamo insieme in Brancaleone di Monicelli, davvero una vita fa, era il 1970. Lì su quel set, mi faceva ammazzare dalle risate. Lui aveva due ruoli, in uno c’ero anche io Pattume e Streghetta ossia Tiburzia da Pellocce, poi quando faceva l’altro, lo stilita Colombino, io assistevo alle riprese mi sedevo sulla sedia vicino Monicelli e mi godevo quel cinema. Quello fu il nostro primo incontro professionale ma fuori del set ci siamo frequentati tanto. Aveva verso di me un senso di protezione. Si andava a cena insieme in tanti amici e giù a ridere. Avrò visto 20 volte a teatro A me gli occhi. So di aver avuto un privilegio grande»

Come diceva San Colombino, purtroppo, “mala tempora currunt”

Un piccolo pezzettino di Canale nella cinquina finale del Premio Strega 2019

Leggere apre la mente e permette di fare piccole grandi scoperte. Ma non solo sulla in teoria ma anche nella pratica. E così, proprio leggendo un libro, “La straniera” di Claudia Durastanti, entrato nella cinquina finale del Premio Strega 2019 e vincitore del premio “Strega Off”, con sorpresa ho trovato queste parole: “La madre di mio padre era una sarta avvenente, figlia di un pastore di Canale Monterano…

Il libro è di per sé uno speciale ed avvincente “viaggio famigliare” declinato al femminile (a voi il piacere di gustarvelo direttamente!) ma ovviamente trovare quei riferimenti al mio paese ha moltiplicato la mia curiosità. Continua a leggere

La “strada sepolta” per arrivare alle Terme di Stigliano

Ormai per chi segue il blog è quasi un’abitudine “leggere” delle vecchie cartoline per riportare alla luce dettagli e piccoli particolari che altrimenti resterebbero sepolti nella memoria di poche persone o addirittura andrebbero addirittura perduti.

Nel caso specifico la cartolina in questione venne inviata nell’agosto del 1961 ad un dirigente del Ministero della Salute: ci mostra l’ingresso delle Terme di Stigliano così come appariva probabilmente verso la metà degli anni ’50 (la cartolina risulta essere  stata stampata dalla “Società Terme di Stigliano” della famiglia Ventura, proprietaria del sito dal 1943. A questo proposito va ricordato che durante la seconda guerra mondiale purtroppo le terme vennero occupate e devastate dalle truppe tedesche). Continua a leggere

Salutando Flavio Bucci… il “nostro” Don Bastiano

E’ morto Flavio Bucci, attore, doppiatore e produttore cinematografico italiano. Nato 72 anni fa a Torino da famiglia pugliese molisana ultimamente risiedeva nella vicina Passoscuro, nel Comune di Fiumicino, dove proprio oggi si è spento.

Flavio Bucci rientra nella folta schiera di attori che hanno girato film, fiction o spot nel territorio di Canale Monterano, ma forse più di altri è entrato nei nostri cuori. Indimenticabile è infatti “la scena di Don Bastiano” girata sotto la direzione di Mario Monicelli insieme ad un altro grande attore del Cinema italiano, Alberto Sordi per l’occasione nelle vesti del Marchese del Grillo.

Questo legame venne sottolineato nel settembre del 2005 quando Flavio Bucci aprì la manifestazione, organizzata dal Comune di Canale Monterano con il contributo della Provincia di Roma, “Monterano, da città perduta a set ritrovato – Omaggio a Mario Monicelli “: in quell’occasione venne proiettata la pellicola il Marchese del Grillo e Flavio Bucci raccontò aneddoti e retroscena di quei giorni di riprese nel nostro territorio.

A chi in quell’occasione gli chiese di Monicelli rispose “Un regista molto rigoroso che girava solo la mattina”. E non si fermò qui nel racconto: “proprio Monicelli mi chiese nell’affidarmi il ruolo di Frà Bastiano di parlare in romanesco. Gli dissi che non potevo competere in questo dialetto con Alberatone e decidemmo così che avrei parlato con una calata pugliese che avevo un po’ sentito perché mia madre era delle Puglie.”

Dopo la gavetta, raggiunse il successo alla fine degli anni ’70 con lo sceneggiato televisivo dedicato al pittore emiliano Ligabue con cui probabilmente aveva in comune alcuni tratti della sua personalità. Infatti in una intervista disse “ho speso tutto in alcol e droga. La vita è una somma di errori, gioie, piaceri: non mi pento di niente. Ho amato, riso, vissuto: vi pare poco?

Due canalesi tra i 2000 Carabinieri romani deportati nel 1943 nei campi nazisti

Al centro Elvino Pasquali

Ci sono storie della nostra Storia ancora poche note: pagine ancora non lette di un libro scritto con le vite di uomini, donne e bambini alle prese con una quotidianità che spesso si è fatta improvvisamente ed inaspettatamente tragica.
L’8 settembre 1943, è una data che segna formalmente la fine della guerra degli Italiani contro gli Alleati. Da quel momento coloro con i quali l’Italia era scesa in guerra, i tedeschi, erano diventati dei nemici.

Facile a scriversi, difficile a farsi. Dai racconti di Idalgo Rapanotti, abbiamo già avuto modo di capire cosa praticamente avesse comportato quell’armistizio ma oggi, grazie alle informazioni avute da Alessandro Bettarelli e Elvino Pasquali, posso aggiungere un ulteriore capitolo a quel momento di caos che investì dall’oggi al domani tutta l’Italia, Canale Monterano incluso. Continua a leggere

Quasi cento anni fa Canale era “un mezzo paradiso”

Un’altra meravigliosa cartolina ci restituisce Canale così come appariva circa cento anni fa. L’immagine ci mostra quello che attualmente è Corso della Repubblica: signore con bambini in braccio, uomini e donne a chiacchiere per la via e attività commerciali oggi ormai scomparse .
Se ad un primo sguardo, confrontando l’immagine con quella attuale, il tempo sembra essersi fermato, ad uno occhio attento invece non sfuggiranno tante piccole grandi differenze che elenco di seguito: Continua a leggere

Negli anni ’50 una Piazza del Campo quasi totalmente al femminile

Ormai lo sappiamo che le cartoline rappresentano un piccolo grande tesoro per ricostruire il passato del nostro paese. Questa di cui vi parlo oggi è stata spedita nel settembre del 1962 da Canale Monterano a Napoli. L’edizione, come indicato sul retro,  era di P. (Pietro?) Lezzerini, rivendita di tabacchi n. 1.

Le prime cose che saltano all’occhio sono il nome della piazza e della “salita del Comune“: Piazza della Vittoria e Via XXIV Maggio, corrispondenti all’attuale Piazza del Campo e Via I Maggio. Ma anche l’altitudine: all’epoca, probabilmente per arrotondamento, veniva spesso riportata la misurazione di 400 metri sul livello del mare, oggi il dato esatto parla di 378 metri.

Dalla foto riusciamo ad avere anche altre informazioni in maniera implicita. Continua a leggere

Monterano… “gemellata” con Civita di Bagnoregio già negli anni ’70

Da non molto tempo le Amministrazione Comunali di Canale Monterano e Bagnoregio, comuni che ospitano “una città che muore” e una “città morta”, hanno siglato un patto di amicizia. Questo legame apparentemente “macabro”, che però sappiamo bene essere lontano dalla realtà vista la vitalità dei due centri, era stato già sottolineato nel 1973, nel numero 1119 della rivista Epoca. Continua a leggere

Le attività commerciali di Canale e Montevirginio negli anni ’30

L’articolo di oggi nasce da una ricerca nata per gioco e che mi ha permesso di “ricostruire” uno spaccato della vita produttiva di Canale Monterano e di Montevriginio nella seconda metà degli anni trenta, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Il tutto è stato possibile consultando il bollettino provinciale dei protesti cambiari, dei fallimenti e del movimento delle ditte. Anche dei documenti così formali possono infatti diventare preziosi per indagare sul passato. Continua a leggere

Dieci anni fa moriva il Professore Lidio Gasperini, lo “studioso di cocci”

Era il 9 ottobre del 2009 quando inaspettatamente moriva Lidio Gasperini, il Professore, come spesso veniva chiamato in paese.

Lidio Gasperini era nato proprio a Canale Monterano, in Via della Case Nuove, il 6 Gennaio del 1932. Suo papà si chiamava Angelo, la mamma Serafina (detta Sara) e le sorelle Luciana ed Eva-Teresa: una famiglia semplice che si impegnò moltissimo per permettergli di sviluppare e coltivare la sua passione per il passato ed in particolare per l’archeologia. Continua a leggere