1890: la “prima” guida ai sentieri della “futura” Riserva

cartina 1890Chi mi conosce sa la mia passione per il trekking ed in generale per le passeggiate nel nostro bel territorio: ammetto che trovare questo documento per me è stata una grande emozione. Il testo di cui vi parlerò oggi è la “Guida delle Provincia di Roma” del CAI (Club Alpino Italiano) scritta da Enrico Abbate e pubblicata nel 1890. Continua a leggere

Bracciano 1915: una descrizione dettagliata della vita dell’epoca

bracciano 1912Dopo l’articolo che ho pubblicato lo scorso 19 gennaio su Canale Monterano, quello del 10 febbraio su Manziana e quello dell’11 febbraio su Oriolo Romano, oggi è la volta della sezione della Guida Monaci dedicata al Comune di Bracciano. Ricordo nuovamente che la guida Monaci è una raccolta commerciale, scientifica e artistica ideata nel 1870 da Tito Monaci: il numero da cui ho estratto il testo che troverete in calce è quello stampato nel 1915 e che ci permette di avere una “fotografia” minuziosa dell’intera provincia di Roma proprio a ridosso dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale (24 maggio 1915).

A differenza di quanto potrebbe apparire oggi ad un turista che visiti per la prima volta Bracciano, il paese nella guida viene presentato come un territorio “feracissimo” ricco di uliveti, vigne e frutteti, dalla spiccata (ma non esclusiva) vocazione agricola. Ovviamente viene sottolineata anche “l’amena posizione” a picco sul lago e circondata da boschi di castagno e cerro. Continua a leggere

Oriolo Romano 1915: una descrizione dettagliata della vita dell’epoca

Dopo l’articolo che ho pubblicato lo scorso 19 gennaio su Canale Monterano e quello di ieri su Manziana, è oggi la volta della sezione della Guida Monaci dedicata al Comune di Oriolo Romano.
Ricordo che la guida Monaci è una raccolta commerciale, scientifica e artistica ideata nel 1870 da Tito Monaci: il numero in questione è quello stampato nel 1915 che ci permette di avere una “fotografia” minuziosa dell’intera provincia di Roma proprio a ridosso dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale (24 maggio 1915).

L’articolo inizia con una notizia di dubbia veridicità… Oriolo infatti viene identificato come il luogo antico dove sorgeva l’antico Vicus Aurelii, cioè Vicarello. La posizione quasi pianeggiante del paese viene sottolineata così come le sue strade larghe e ben tenute. Immancabili le “Olmate” (anche se mai nominate direttamente con questo nome) e i boschi di castagni e faggi che circondavano il paese. Oriolo in quegli anni, così come Manziana (non Canale), era un paese elettrificato (stesso gestore di Manziana) e veniva identificato come “uno dei migliori e più ricercati luoghi di villeggiatura”.
I riferimenti a palazzo Altieri e alla sua Villa sono frequenti e già all’epoca veniva citata la collezione dei Papi che ancora rappresenta un vanto per il Palazzo che fu Santacroce. Continua a leggere

Manziana anno 1915: una descrizione dettagliata della vita dell’epoca

Dopo l’articolo che ho pubblicato lo scorso 19 gennaio, ho pensato che fosse interessante riportare anche le informazioni relative ai Comuni vicini a Canale Monterano. Un paese, infatti, non è mai un’isola a sé stante e così, per rendere un quadro più possibile rispondente alla realtà dell’epoca, oggi pubblico il testo della guida Monaci dedicato a Manziana e a seguire anche quelli del comune di Oriolo Romano e Bracciano.
Ricordo che la guida Monaci è una raccolta commerciale, scientifica e artistica  ideata nel 1870 da Tito Monaci: il numero in questione è quello stampato nel 1915 e ci permette di avere una “fotografia” minuziosa dell’intera provincia di Roma proprio a ridosso dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale (24 maggio 1915).

Per quanto riguarda Manziana il primo aspetto che viene sottolineato è il suo panorama e la sua posizione “in un piano ameno e delizioso a m. 370 sul livello del mare”. Viene citata poi la pulizia delle “larghe strade” e la presenza di “una foresta di oltre 600 ettari che la protegge dai venti del sud”. Rispetto a Canale Monterano, dove questa nota non è riportata, in quegli anni in paese c’era già l’energia elettrica affidata al Sig. Simoni Filippo.
Curioso è notare come, in base a quanto pubblicato, Manziana dovesse ospitare probabilmente molte persone non residenti: infatti il dato del censimento del 1911 contava 1821 persone, mentre le presenze alla fine del 1914 (la guida venne stampata nel 1915) risultano essere 2777… difficile per quegli anni pensare che in soli tre anni ci sia stato un boom demografico di quasi 1000 persone!

Altra cosa curiosa è scoprire che all’epoca il paese contava ben cinque frazioni: Quadroni, Vicinato, Mattiolo, Poggio e Strada Croce! Continua a leggere

Canale Monterano anno 1915: una descrizione dettagliata della vita dell’epoca

Cartolina spedita nel 1907

E’ ancora una volta la guida Monaci, una raccolta commerciale, scientifica e artistica  ideata nel 1870 da Tito Monaci, a regalarci uno spaccato di vita preziosa dei primi anni del 1900. Il numero stampato nel 1915 ci offre una “fotografia” minuziosa del paese proprio a ridosso dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale (24 maggio 1915).

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Un tuffo nel passato: Canale, anno 1858

Dalle mie ricerche sul web, quasi come benvenuto del nuovo anno 2021, ho ricevuto un dono prezioso: un documento del Cav. Adone Palmieri mi ha permesso di vivere per alcuni minuti a Canale, facendo un tuffo nel passato di quasi 200 anni, arrivando negli anni cinquanta del 1800. Il testo in questione è “TOPOGRAFIA STATISTICA DELLO STATO PONTIFICIO ossia Breve descrizione delle città e paesi. Loro malattie predominanti” e venne stampato nel 1858: quindi, molto probabilmente, venne redatto qualche anno prima, visto che racchiude minuziose descrizioni di tutti i paesi dell’allora Stato pontificio. Una descrizione che fotografa i nostri territori, qualche tempo prima dell’unità d’Italia.

E così ho potuto scoprire che a metà del 1800 a Canale c’erano 649 residenti e a Montevirginio 380, per un totale di 1029 persone. Che non esisteva una farmacia ma una certa Signora Guagliotti (forse Gaggiotti?!) distribuiva gratuitamente medicine ai più poveri (“ai poverelli”). Poi in paese c’erano le suore e anche un maestro, due caffè e un macellaio (oltre ad altre botteghe non meglio identificate). E ancora “le migliori famiglie” erano Guagliotti (forse Gaggiotti) e Rebbaj (Rabbai), assai cortesi” a Montevirginio, invece, c’erano i Rossi, dei “gran capitalisti”, Gentili e Muraglia.

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1903: ecco le “zone malariche” di Canale Monterano e del comprensorio

Sono passati poco più di 100 anni da quando un’altra malattia ha interessato da vicino il nostro territorio, mettendo a rischio la salute pubblica: all’epoca a preoccupare non era il Covid-19 (Sars-Cov-2)  ma la malaria, una delle più diffuse parassitosi anche oggi presente soprattutto nel continente africano.

Agli inizi del 1900, infatti, in Italia le cosiddette “aree malariche” si estendevano per quasi 7 milioni di ettari, interessando quasi 3000 comuni (quasi il 4% del totale). La situazione era delicata (nel 1900 i morti per malaria erano stati 15.865) e così il governo italiano dell’epoca decise di codificare delle misure specifiche che da un lato andassero ad individuare regole e terapie per le persone residenti nelle zone colpite e dall’altro a scongiurare la circolazione della malattia nel resto del territorio nazionale.

Da qui nacque la legge n. 460 “portante disposizioni per diminuire le cause della malaria”, del 2 novembre 1901. L’intervento principale prevedeva la distribuzione gratuita di chinino (farmaco ancora oggi utilizzato per la lotta alla malaria) ai lavoratori delle zone malariche e la disponibilità dello stesso a prezzi ridotti per tutta la popolazione (il cosiddetto chinino di Stato). L’esecutività alla legge del 1901 venne data definitivamente con il Regio Decreto, n. 111 del 30 marzo 1902.

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Salutando Gigi Proietti…

Proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Gigi Proietti ha calato l’ultimo sipario sulla sua vita e sulla sua formidabile carriera. Attore, regista, cantante, doppiatore, direttore artistico, docente… un artista unico e davvero a tutto tondo, capace di entusiasmare un pubblico di tutte le età.

Non molti sanno che anche lui rientra nel novero di quegli attori che hanno girato delle pellicole nel nostro territorio. Nel 1970 è infatti impegnato nelle riprese del film di Monicelli “Brancaleone alle crociate”.
In quell’occasione, l’attore di punta era Vittorio Gassman ma lui con le sue tre parti aveva comunque lasciato il segno: interpretava infatti San Colombino, il dannato Pattume e la Morte.

A ricordare quei giorni, oggi ci sono le parole di Stefania Sandrelli, anche lei nel set di quel film memorabile: «Eravamo insieme in Brancaleone di Monicelli, davvero una vita fa, era il 1970. Lì su quel set, mi faceva ammazzare dalle risate. Lui aveva due ruoli, in uno c’ero anche io Pattume e Streghetta ossia Tiburzia da Pellocce, poi quando faceva l’altro, lo stilita Colombino, io assistevo alle riprese mi sedevo sulla sedia vicino Monicelli e mi godevo quel cinema. Quello fu il nostro primo incontro professionale ma fuori del set ci siamo frequentati tanto. Aveva verso di me un senso di protezione. Si andava a cena insieme in tanti amici e giù a ridere. Avrò visto 20 volte a teatro A me gli occhi. So di aver avuto un privilegio grande»

Come diceva San Colombino, purtroppo, “mala tempora currunt”

Un piccolo pezzettino di Canale nella cinquina finale del Premio Strega 2019

Leggere apre la mente e permette di fare piccole grandi scoperte. Ma non solo sulla in teoria ma anche nella pratica. E così, proprio leggendo un libro, “La straniera” di Claudia Durastanti, entrato nella cinquina finale del Premio Strega 2019 e vincitore del premio “Strega Off”, con sorpresa ho trovato queste parole: “La madre di mio padre era una sarta avvenente, figlia di un pastore di Canale Monterano…

Il libro è di per sé uno speciale ed avvincente “viaggio famigliare” declinato al femminile (a voi il piacere di gustarvelo direttamente!) ma ovviamente trovare quei riferimenti al mio paese ha moltiplicato la mia curiosità. Continua a leggere

La “strada sepolta” per arrivare alle Terme di Stigliano

Ormai per chi segue il blog è quasi un’abitudine “leggere” delle vecchie cartoline per riportare alla luce dettagli e piccoli particolari che altrimenti resterebbero sepolti nella memoria di poche persone o addirittura andrebbero addirittura perduti.

Nel caso specifico la cartolina in questione venne inviata nell’agosto del 1961 ad un dirigente del Ministero della Salute: ci mostra l’ingresso delle Terme di Stigliano così come appariva probabilmente verso la metà degli anni ’50 (la cartolina risulta essere  stata stampata dalla “Società Terme di Stigliano” della famiglia Ventura, proprietaria del sito dal 1943. A questo proposito va ricordato che durante la seconda guerra mondiale purtroppo le terme vennero occupate e devastate dalle truppe tedesche). Continua a leggere